Ebbene si, anche il Metodo LEGO® SERIOUSPLAY® ha un limite…

…ovvero quello che solo partecipando direttamente e personalmente ad un Workshop, si ha la possibilità di comprendere ed apprezzare appieno le potenzialità.

Proprio per questo, è abbastanza frequente che un Facilitatore LEGO® SERIOUSPLAY® organizzi con una certa frequenza sessioni di Workshop cosiddette “demo”: non esiste modo migliore di “testare” personalmente il Metodo e valutare con piena consapevolezza se portarlo o meno in Azienda.

La raccomandazione però è sempre la stessa: rivolgetevi solo ed esclusivamente a Facilitatori certificati per la Metodologia LEGO® SERIOUSPLAY® presso/tramite la Association of Master Trainers, l’unico Ente titolato ed autorizzato a formare e certificare un Facilitatore sull’utilizzo della Metodologia, sugli strumenti che fanno parte della Metodologia sulle tecniche che costituiscono lo scheletro portante della Metdologia e rendendo il Facilitatore in grado di progettare un workshop adatto alle esigenze di chi lo commissiona, oltre a dare accesso al Facilitatore stesso ad un network di professionisti. A partire dal 2010, da quando cioè il Gruppo LEGO ha reso “Open Source” la versione 1.0 della Metodologia, sono stati e sono molti i consulenti e i formatori che si inventano il proprio ruolo di Facilitatore, millantando una presunta e del tutto falsa inutilità della Certificazione. La Metodologia, nella sua forma più primordiale, la 1.0 appunto, sarà anche Open Source, ma la metodologia di facilitazione e la tecnica di progettazione di un Workshop su misura per le esigenze della Committente quelle no, non sono Open Source e possono solo essere insegnate ed apprese nel corso del Foundation Training. Diffidate quindi di chi millanta l’inutilità della Certificazione.

Se non vi è mai capitato di sentir parlare della Metodologie e volete iniziare ad approfondire, vi consiglio di iniziare dalla base, ovvero la pagina ufficiale del sito LEGO e le relative sottosezioni.

Se come penso lo troverete di vostro interesse, un ulteriore approfondimento lo potrete avere leggendo il libro “Il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® per il business” (o “Building a Better Business Using the Lego Serious Play Method” se preferite la versione originale in inglese) scritto da Per Kristiansen e Robert Rasmussen, ovvero le due persone che hanno reso “standard” la Metodologia e che hanno fondato la Association of Master Trainers, oltre ad essere ovviamente i due massimi esponenti e vere e proprie autorità mondiali.

Se dopo esservi documentati sulla teoria, voleste passare ai fatti e provare la Metodologia, contattatemi!

Buona lettura!

Breve racconto di un Workshop LEGO® SERIOUSPLAY®

Ore 8:30. Arrivo dal Cliente e mi preparo per il workshop che inizierà di lì a poco, alle 9. E’ il momento che preferisco: mentre ripasso mentalmente la Roadmap che ho “progettato” per il Workshop, apro la “valigia da stiva” che uso per portare con me i due set LEGO® SERIOUSPLAY® (il 2000430 “Identity and Landscape Kit” e il 2000431 “Connections Kit”) ed inizio a togliere dal suo interno i circa 20 kg di mattoncini LEGO® e DUPLO® e a disporli sul tavolo. Preparo poi le “vaschette” in cui dispongo una selezione (quasi fosse una “campionatura”) degli elementi che i partecipanti troveranno poi sul tavolo e mi gusto lo sguardo di stupore dei miei referenti presso l’Azienda nel rivedere quel “materiale” cui erano (o magari ancora sono) tanto affezionati comparire sul tavolo. Intanto la preparazione prosegue: preparo le “slide” delle “regole della casa”, della descrizione del Core Process e soprattutto quella con la versione per i partecipanti della Roadmap, così che i partecipanti sappiano sempre a che punto del Workshop si troveranno. Tengo a precisare che le “slide” sono in realtà i fogli di carta di una lavagna a fogli mobili, perché volutamente non uso PC, PowerPoint e proiettore: distraggono i partecipanti e il Workshop sarebbe sin troppo simile al classico meeting aziendale cui normalmente si partecipa in Azienda.

Ore 8:55. Il Workshop sta per cominciare. I partecipanti iniziano ad arrivare  in aula e si trovano davanti il tavolo con gli “Starter Kit” o le “Window Exploration Bag” in corrispondenza dei posti a sedere che presto dovranno andare ad occupare e con il centro del tavolo stesso ricoperto di mattoncini LEGO® e animali DUPLO®. Subito iniziano a guardarsi l’un l’altro con un misto di sorpresa (“cosa ci fanno tutti quei mattoncini LEGO® in ufficio?”) , timidezza (“sono troppo vecchio/vecchia per giocare con i mattoncini”), diffidenza (“con tutto quello che ho da fare, perché mi fanno perdere tempo con un giocattolo?”) o velato entusiasmo (“vuoi vedere che ci fanno giocare con i mattoncini?”). In realtà, quello che stanno provando non è altro che quella sensazione di nostalgia mista a un minimo di vergogna tipica dell’adulto che si trova davanti ad un giocattolo che sempre, inevitabilmente, i mattoncini LEGO® portano con sé, facendoci tornare alla spensieratezza e felicità che da bambini ci procuravano le tante ore passate a costruire mondi e a inventare storie. I partecipanti ancora non lo sanno, ma costruire modelli e “inventare” storie (ovvero metafore) è proprio quello che stanno per dover fare.

Ore 9:00. Il Workshop inizia. Proprio per rompere fin da subito le barriere psicologiche e far subito entrare i Partecipanti nel “flusso virtuoso” del Workshop e seguendo il preziosissimo suggerimento del collega ed amico Giorgio Beltrami, faccio subito iniziare il Workshop con la prima applicazione delle cosiddette Skills Building, meglio noto come “l’esercizio della Torre”. Mettere fin da subito alla prova le proprie mani, iniziare fin da subito a costruire infatti, permette di rompere del tutto gli schemi abituali dei normali meeting o corsi e permette ai Partecipanti di iniziare fin dai primi minuti a “scaldare i motori” della creatività e del pensiero creativo. Presentazione di me stesso e del mio ruolo di Facilitatore, l’introduzione al Metodo LEGO® SERIOUSPLAY® e alle “regole della casa” verranno dopo, quando ormai i Partecipanti avranno capito che non sarà la abituale e noiosa riunione di staff o la solita e spesso vista come inutile sessione di formazione obbligatoria.

Le prime fasi del Workshop, chiamate Skills Builiding proprio per questo motivo, permettono di superare la iniziale “paura” o “sindrome da foglio bianco” del non sapere cosa costruire. Superato questo scoglio iniziale infatti, si scoprirà che costruire un modello fisico e tangibile che rappresenti la metafora di concetto astratto non è poi così difficile come si crede: il “trucco” è iniziare a costruire senza pensare troppo a cosa si vuole costruire, evitando quindi di fare meeting con sé stessi. Il solo creare qualcosa con i mattoncini infatti fa scattare nella nostra mente tutta una serie di meccanismi che ci faranno realizzare un modello che conterrà molti più significati di quelli che avevamo ipotizzato, pensato e “progettato”. Grazie alla guida del Facilitatore, i Partecipanti scopriranno di essere in grado di esprimere, formalizzare e concretizzare molti più concetti di quelli che era loro intenzione “manifestare” in quanto hanno costruito, trovandoli direttamente nel modello stesso.

E’ questo il segreto del Metodo LEGO® SERIOUSPLAY®: utilizzando le mani per costruire, in chi partecipa ad un Workshop LSP si attivano aree del cervello che tipicamente non vengono interessate o coinvolte nel corso di una conversazione tradizionale, e sono proprio queste aree che aiutano a creare e costruire contenuti, idee, concetti ed emozioni che poi ci si ritroverà all’interno dei propri modelli, senza per altro essersi resi conto a priori di averceli messi o di aver pianificato di metterceli.

Questo è il segreto del Metodo, ma è la sua  struttura a conferirgli tutta la sua “potenza”. Il Metodo LEGO® SERIOUSPLAY®è infatti strutturato sulla base di sette tecniche, denominate Application Techniques, che applicate ed eseguite nella corretta sequenza in base all’obiettivo del Workshop, portano al risultato voluto. Ancora più importante però è la struttura che sta alla base delle sette Application Techniques, e denominata appunto Core Process:

1. “Posing the question” o “Sfida”: corrisponde alla domanda, specifica e progettata in fase di disegno del Workshop, che il Facilitatore pone ai Partecipanti ed alla quale questi ultimi dovranno rispondere costruendo. Il Facilitatore pone la domanda (lancia la sfida) e fissa anche modalità e regole che si dovranno rispettare costruendo

2. “Construction” o “Costruzione”: è la fase durante la quale i Partecipanti, NESSUNO escluso, costruiscono il modello che sarà la “risposta” alla “domanda” posta dal Facilitatore. Cruciale in questa fase è l’utilizzo da parte dei Partecipanti del concetto di Metafora: si deve costruire un modello che rappresenti il significato che si intende dare al modello stesso in risposta alla “domanda” posta dal Facilitatore, non un modello che “visivamente” rappresenti un oggetto in maniera tridimensionale

3. “Sharing” o “Condivisione”: dopo aver costruito il proprio modello, CIASCUNO dei partecipanti racconta agli altri la “storia” del modello stesso, ed è qui che avviene la magia del Metodo. E’ proprio in questa fase infatti che i modelli prendono ed assumono il significato che il Partecipante ha voluto dargli ed è qui che si concretizzano quindi i contributi di ciascuno

4. “Reflecting” o “Riflessione”: è la fase in cui ci si confronta, si discutono gli esiti della Condivisione e si traggono le conclusioni, così che siano da tutti condivise e capite

Ore 13:00. Il Workshop è finito. I Partecipanti sono esausti (è sempre molto coinvolgente dal punto di vista emotivo, e quindi assorbe molte energie) ma molto, molto soddisfatti: tante delle tematiche e delle questioni legate all’obiettivo del Workshop sono più chiare, gli obiettivi sono stati raggiunti, contributi significativi sono arrivati da colleghi che raramente hanno avuto occasione, modo, voglia o possibilità di darne e il risultato conseguito è molto maggiore della somma delle idee, delle conoscenze e delle esperienze dei singoli.

Ore 14:00. Il workshop è finito… anche per il Facilitatore. Tutto ciò che i Partecipanti hanno costruito è stato smontato. I mattoncini sono tornati nei loro contenitori, e insieme alle vaschette “di campionario” sono di nuovo nella valigia da stiva, pronti per il Workshop successivo. Grazie alle foto scattate durante il Workshop e agli appunti presi, anche la bozza del report che è buona norma che il Facilitatore sia solito consegnare alla “committenza” è pronta (meglio farla subito, a esperienza appena finita, così da massimizzare i dettagli ancora freschi in memoria): verrà completata e inviata una volta rientrato alla base.

LEGO® SERIOUSPLAY® for Architecture

E’ stato organizzato a Milano, presso gli spazi di Spazio Casa Teatro, un interessante workshop LSP da titolo “LEGO® SERIOUSPLAY® for Architecture”, il cui scopo era quello di individuare, approfondire e verificare quali potessero essere i “principi guida” (ovvero i Simple Guiding Principles o SGP, volendo utilizzare la terminologia del metodo LSP) sulla base dei quali un ideale ed ipotetico Team di Progetto di un generico (ed altrettanto ipotetico) Studio di Architettura o di Design avrebbe potuto agire e comportarsi nel prendere decisioni strategiche o importanti a fronte di imprevisti, “cambi di rotta” della Committenza, difficoltà normative o tecniche etc.

Al workshop hanno partecipato professionisti (Architetti) sia a titolo personale che in rappresentanza di Studi di Architettura o in forza presso Enti Pubblici.

Nel corso del workshop sono emerse sia quelle che per molti dei Professionisti presenti sono delle criticità “ambientali” del proprio contesto lavorativo, sia quelle che potremmo definire (parafrasando il “lessico” del metodo) “linee guida comportamentali” che i partecipanti condividevano senza saperlo e pur non conoscendosi l’un l’altro, perché nella quotidianità del day-by-day ciascuno di loro non aveva avuto modo di formalizzarle in un pensiero “tangibile” da poter esternare o rendere manifesto, rimando pertanto nascoste ai colleghi, inutilizzate e quindi sprecate.

Tutti questi “insight” emersi nel corso del workshop sono stati poi “formalizzati” in una matrice in stile “Johari window” tipo questa che segue e che è stata utilizzata per “riassumere” il risultato del workshop:

(ringrazio il collega Facilitatore Simone Roda per avermela fatta conoscere)

Una esperienza da ripetere senz’altro in un prossimo futuro!

LEGO® SERIOUSPLAY® e il “misunderstanding” dell’Open Source

Per spiegare la scelta del titolo di questo articolo occorre fare una doverosa premessa.

Nel mese di giugno 2010, The LEGO Group rende di pubblico dominio un documento dal titolo “LSP:Open-Source/1/2/3/4/5” (che potrete leggere e scaricare qui).

Il documento viene pubblicato “sotto” la tutela della licenza Creative Commons “Attribution Share Alike”

(http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)

ovvero un documento il cui testo si può

  • Modificare — remixare, trasformare il materiale e basarti su di esso per le proprie opere personali e per qualsiasi altro fine, anche commerciale.

 

Si tratta di un documento nel quale vengono per la prima volta rese disponibili all’esterno del network dei Master Trainer e dei Facilitatori Certificati due delle 3 risorse fondamentali della metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®, rigorosamente e “amorevolmente” sviluppate da The LEGO Group nel corso dell’ultimo decennio:

  • I principi base e la filosofia della metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®, i “pilastri” sui quali poggia e viene costruita tutta la Metodologia stessa;
  • I materiali LEGO® SERIOUSPLAY®, ovvero i set ufficiali LEGO specificatamente progettati per l’utilizzo nei Workshop dove si utilizza ed applica la metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®;

La terza ed ultima delle risorse fondamentali alla base della metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®, ovvero

  • La struttura e l’organizzazione di un Workshop basato sulla metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®, concepito sulla base dei principi, della filosofia e dei materiali di cui sopra

non viene viceversa “svelata”, dal momento che è profonda convinzione di The LEGO Group che la stessa resti di esclusiva competenza dei soli consulenti e professionisti che abbiano seguito il percorso formativo del “Foundation Training” e conseguito la certificazione di “Certified facilitator of LEGO® SERIOUSPLAY® method and materials”, al fine di garantire a Clienti e Prospect la piena rispondenza dei Workshop ai dettami della metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®.

La pubblicazione del documento “LSP:Open-Source/1/2/3/4/5” fa dunque conseguire a The LEGO Group i risultati attesi (rendere più trasparente la metodologia a favore delle Aziende che devono decidere o vogliono valutare se adottarla o meno e rendere più facile valutare e decidere quali dei vari set LEGO® SERIOUSPLAY® eventualmente acquistare) ma qui in Italia si va oltre, e si ottiene anche il peggiore e forse l’unico dei risultati NON attesi: viene utilizzato per far passare il messaggio che non solo The LEGO Group avrebbe “liberalizzato” la metodologia, ma che grazie a questa “liberalizzazione” non sarebbe più esistita (e quindi non sarebbe più stata necessaria)  la certificazione per i Facilitatori.

Niente di più falso. La metodologia LEGO® SERIOUSPLAY® è infatti tutt’altro che “open source”, anzi.

Il documento citato infatti è stato pensato, pubblicato e non serve ad altro che a fornire a chi legge una introduzione a quello che è l’approccio che la metodologia LEGO® SERIOUSPLAY® applica e per operare la corretta valutazione, scelta ed eventuale acquisto dei materiali LEGO® SERIOUSPLAY®.

The LEGO Group tende infatti a precisare nello stesso documento che “Per ottenere i migliori risultati possibili tra quelli ottenibili dalla applicazione della metodologia LEGO® SERIOUSPLAY®, è fortemente raccomandabile avvalersi del supporto di un Certified facilitator of LEGO® SERIOUSPLAY® method and materials”.

L’avvalersi solo di “Certified facilitator of LEGO® SERIOUSPLAY® method and materials” è una raccomandazione così sentita da The LEGO Group che è riportata persino nella sezione del sito istituzionale dedicata alla metodologia LEGO® SERIOUSPLAY® (https://www.lego.com/en-us/seriousplay).

Più precisamente, si legge nel sito:

[Trad. “La metodologia è Offerta da Facilitatori che hanno seguito un processo di Certificazione”]

  • “The LEGO Group strongly recommends the use of certified facilitators, therefore, if you are a client looking for an experienced facilitator in the LEGO® SERIOUS PLAY® method to run a workshop, we encourage you to search the Internet for certified facilitators in the LEGO® SERIOUS PLAY® method within your country” (https://www.lego.com/en-us/seriousplay/facilitator)

[Trad. “The LEGO Group raccomanda fortemente di avvalervi di ‘Certified facilitator of LEGO® SERIOUSPLAY® method and materials’, se perciò siete un (potenziale) Cliente alla ricerca di un esperto Facilitatore per valutare ed organizzare un Workshop, vi invitiamo a cercare via  web i Facilitatori Certificati del Vostro Paese”]

…e  la voce di Wikipedia (versione italiana) relativa a LEGO® SERIOUSPLAY® è (ora) aggiornata e corretta.

LEGO® SERIOUSPLAY® per il BMC (Business Model CANVAS)

La metodologia Business Model CANVAS è una “guida” e una metodologia per la definizione di modelli di business basata su un “Landscape”, cioè su uno schema standard, che raccoglie e raggruppa quelli che sono universalmente riconosciuti come i 9 elementi chiave che compongono un modello di business: la value proposition, la segmentazione (il settore di appartenenza) dei Clienti, i canali di comunicazione con la Clientela, le Attività-chiave, le Risorse-chiave, i Partner fondamentali, i Costi di infrastruttura e i Flussi di incasso.

Solitamente un Workshop di BMC prevede che all’interno del “Landscape”

i partecipanti al Workshop vadano a posizionare dei Post-It® all’interno delle singole sezioni del “Landscape” e sui quali avranno scritto la descrizione di un elemento chiave, di una idea o o di una proposta per una delle sezioni del “Landscape” stesso.

E se invece dei Post-It® si utilizzasse la Metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® per creare un modello 3D del Business Model?

L’idea è quella di seguire le linee guida del Business Model CANVAS ma COSTRUENDO ogni singolo elemento delle varie sezioni del CANVAS anzichè semplicemente (de)scriverlo su di un semplice Post-It®, beneficiando in pratica di tutti i vantaggi derivanti dall’applicazione delle teorie del costruttivismo e costruzionismo su cui il Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® si basa.

Applicare il Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® in un Workshop di Business Model CANVAS comporta infatti i seguenti vantaggi:

  • il Workshop si svolge in maniera convolgente, in cui tutti partecipano e contribuiscono senza i limiti e i vincoli dettati da gerarchie interne, livelli azienali etc
  • Vengono sbloccati quelli che sono le conoscenze “inconsce” dei partecipanti e che nei normali meeting e workshop restano nascoste ede inascoltate, il tutto grazie al processo di costruzione e story-telling
  • Si può “giocare” (nel senso del “gioco professionale”) e provare ad immaginare uno o più scenari all’interno dei quali “testare” in quella che potrebbe essere una (o più) realtà possibile (possibili) il modello di business disegnato nel corso del Workshop, il tutto grazie all’utilizzo di alcune delle cosiddette “Application Techniques” del Metodo LSP

L’approccio al Business Model CANVAS secondo il Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® è il seguente:

  • si progetta un Workshop il cui scopo sia quello di identificare i componenti del Modello di Business che si intende “progettare” (se nuovo) o reinventare (se già esistente/in corso)
  • il Workshop sarà focalizzato sul COSTRUIRE il Modello di Business da zero (fondare/aprire una nuova azienda, un nuvo prodotto, un nuovo servizio etc) oppure RI-COSTRUIRE un Modello di Business già esistente al fine di migliorarlo, renderlo più efficace/efficiente etc
  • il risultato di tale Workshop sarà un “Landscape” (basato sullo schema standard del CANVAS) che conterrà modelli 3D costruiti con mattoncini LEGO®, ciascuno dei quali rappresenterà ogni singolo elemento chiave di ogni singola sezione del CANVAS
  • un Workshop di BMC basato sul Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® ha una durate di 5 o 6 ore, ma avendo a disposizione una intera giornata (8 ore), terminato di “compilare” il CANVAS con i modelli 3D realizzati in mattoncini LEGO® seguendo le regole del Metodo LEGO® SERIOUS PLAY®, si avrà anche il tempo di “testare” il Modello di Business appena creato nella “realtà” di alcuin possibili scenari che potrebbero verificarsi, ovvero tramite quella fase (o Application Techniques) che nel Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® si chiama “Play Emergence”

Molte Società di Consulenza vedono il Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® come una alternativa, e quindi un “nemico” e un competitor.

Non è invece il caso di considerare il Metodo LEGO® SERIOUS PLAY® non solo come un potente alleato ma anche e soprattutto come una “arma in più” per rendere più efficace, efficiente e perché no, più “attraente” per il Committente una proposta di Workshop di BMC?

Metodo LEGO® SERIOUSPLAY®: gli strumenti a disposizione del Facilitatore

I migliori “amici” di un Facilitatore durante il “warm-up” di un Workshop LSP?

La “papera” del set 2000416 e il “BUILDING A DUCKding a Duck Exercise”!

6 semplicissimi pezzi LEGO®

 

che grazie ad un semplice esercizio, da soli bastano a far capire che quasi sempre, avere le stesse “istruzioni” (o informazioni) e gli stessi strumenti a disposizione (i 6 pezzi del set/kit) non significa per forza poter conseguire gli stessi risultati.

Il set 2000416

Ognuno di noi infatti processa, elabora e mette a frutto gli “input” che riceve dal mondo circostante in maniera diversa gli uni dagli altri, ed è per questo che il Metodo LEGO® SERIOUSPLAY® è così “potente”:
costruire utilizzando le mani e usando le metafore per spiegare il significato di ciò che viene costruito, permette al nostro cervello di esternare e condividere il nostro modo di pensare e di utilizzare le informazioni che riceviamo, condividendole così con il Team di cui facciamo parte anziché tenerci tutto per noi, dando modo ai nostri colleghi di apprezzarci di più, di imparare da noi e permettendoci di imparare a nostra volta da quanto loro condivideranno con noi.

Stessi pezzi e stesso “goal” (costruire una “papera”) per tutti i partecipanti al Workshop LSP. Risultato?

 

LEGO® SERIOUSPLAY®: cosa NON è!

Molti “Formatori” propongono il Metodo LEGO® SERIOUSPLAY® quale strumento di Formazione: SBAGLIATO!
LEGO® SERIOUSPLAY® non è uno strumento di formazione!

Molti “Coach” propongono il Metodo LEGO® SERIOUSPLAY® quale strumento di Team Building…in alternativa alla giornata in Rafting o di Team Cooking: SBAGLIATO!
LEGO® SERIOUSPLAY® non è uno strumento di aggregazione o un “Ice Breacker”!

Ma quindi cos’è il Metodo LEGO® SERIOUSPLAY®?

Semplice: è uno strumento di “Meeting Excellence”
(fonte: IAF – International Association of Facilitators):
così come esiste la ricetta per preparare una eccellente Pasta alla Carbonara, così come esiste il modo ideale di colpire una palla da golf o di lanciare una palla da basket a canestro ed esiste il modo perfetto per far decollare un aereo, è stato definito anche quale sia il modo per creare la riunione “perfetta”, ovvero un
MEETING A 5 STELLE!